Cyndi Lauper festeggia il compleanno durante la data a Scottsdale

1045175_10152992545865604_905076305_nCyndi Lauper ha festeggiato i suoi 60 anni durante la data del She’s so Unusual Tour a Scottsdale (Arizona), nel Talking Stick Resort. Il fan americano McLeod Colin ha assistito allo spettacolo ed ha così commentato la serata: <<Questo spettacolo è stato organizzato in un casinò, non aveva alcun orario di apertura. Cyndi è salita sul palco intorno alle 20:40 per 90 minuti con solo 40 di ritardo>>.

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McLeod ha inoltre riferito di aver acquistato il biglietto per il meet and greet (free pass), per incontrare la cantante nel backstage: <<E ‘stato molto breve. Vi erano molte regole, su cosa non poteva essere fatto e ciò che poteva essere fatto. Ho avuto circa 20 secondi con Cyndi>>

1000532_10152992544055604_490397186_nCyndi ha parlato del suo compleanno facendo un discorso appassionato su come lei è grata alla vita per ciò che ha. <<Il pubblico allora le ha cantato tanti auguri. Dall’entusiasmo è crollata in lacrime durante il suo discorso>> ha detto Colin McLeod.

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<<Alla fine dello show ha detto che la Sony Music rilascerà nuovamente Sh’es so Unusual nel mese di ottobre, una versione commemorativa per il 30°anniversario dell’album.>>

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Cyndi dopo il concerto si è riunita con gli amici e l’imprenditrice Lisa Barbaris.

1254_479310072156867_1887755852_n Setlist:

Money Changes Everything
Girls Just Want to Have Fun
When You Were Mine
Time After Time
She Bop
All Through the Night
Witness
I’ll Kiss You
He’s so Unusual
Yeah Yeah
Encore
Shine
Fearless (one verse and chorus, acapella)
True Colors (Cyndi and Steve Gaboury)

 


Credits: WHFC; Colin McLeod

Cyndi Lauper @ Roma

Con il permesso del sito MarteMagazine, pubblichiamo di seguito il Report del concerto a Roma di Cyndi Lauper dello scorso 11 Luglio 2011

 

ROMA- Quasi 60 anni e non sentirli. L’eterna antagonista (ma questa diatriba è decisamente fuorviante) dell’altra star indiscussa degli anni ’80 (Maria Luisa Veronica Ciccone, in arte Madonna, si è mostrata con la sua vera faccia da tigre del palcoscenico e nella gara senza vinti e vincitori dell’11 luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma, rende merito ad Euterpe e vince.

Cynthia Ann Stephanie Lauper, Cyndi Lauper per i suoi sfegatatissimi fans, ha messo da parte lustrini e merletti, tanto trendy negli anni in cui il pop era padrone indiscusso della scena mondiale, riabilitato il ricordo indelebile dei suoi capelli rosa e del fascino perverso di quel look anticonformista che prendeva spunto dal punk rock delle origini, ma non ha cancellato quella timbrica vocale così particolare che da sempre l’ha fatta considerare una sorta di mosca bianca: potente e melodica al tempo stesso, pulita e graffiante al momento giusto.
Lo dimostra ancora una volta in questo tour mondiale che la rivede a Roma dopo più di vent’anni (il suo ultimo tour italiano è datato 1987): il Memphis Blues Tour presenta al pubblico italiano il suo nuovo disco, registrato in analogico a Memphis e uscito in Italia sul finire del 2010. Album di cover in versione Rythm’n’Blues vanta nomi del calibro di Charlie Musselwhite, B.B. King, Anne Peebles e Johnny Lang. «Nel blues si trovano le radici del pop, del jazz, del rock. Le ho sempre trovate delle canzoni affascinanti, suonate benissimo. Ho voluto anche curare gli arrangiamenti da sola perché non mi piace che il materiale arrivi da fuori. Io devo sentire quello che canto», ha dichiarato e, ancora una volta, risulta una sperimentatrice convinta, che non delude le aspettative del pubblico e si consacra artista a tutto tondo.

La sua estensione vocale stupisce sempre e forse ancora di più (merito dell’esperienza o dell’amore per la musica a 360°?), la sua innata capacità di essere comunicativa al di là di ogni aspettativa anche: blues a braccetto con riarrangiamenti pop dei suoi vecchi successi, un po’ rock e un po’ roll, la Lauper ne ha per tutti i gusti e tira giù dagli spalti tutti, giovani e meno giovani. Forse l’avrà detestata un po’ la Sicurezza che doveva curarsi di fare in modo che in tutte le sue passeggiate in lungo e in largo per la Cavea dell’Auditorium non le accadesse nulla, ma la Lauper è questo e molto altro ancora: prima si scatena sul palco ballando come una forsennata come se avesse ancora trent’anni, poi si lancia in una conversazione col pubblico a metà tra inglese e un accenno di italiano stentato (dandosi la colpa del suo pessimo italian language che la nonna le aveva raccomandato di imparare), poi parte per la tangente e scende dal palco donandosi ai suoi fans, cantando e ballando con loro, senza perdere però mai quell’aura di Regina del vocal che meriterebbe sul serio.
Una Lauper in stato di grazia verrebbe da dire, una Lauper che continua ancora la sua lotta per la libertà di espressione, che inneggia alle possibilità di scelta che abbiamo ogni giorno e “istiga” alla possibilità di decidere per se stessi nell’assoluto rispetto della libertà e delle differenze altrui: «L’eguaglianza fra gli esseri umani ha sempre avuto un grande significato per me - ha raccontato - Sono cresciuta negli anni Sessanta e ho visto la comunità afro-americana lottare contro l’odio e la discriminazione. Sono anche stata cresciuta da una madre single: la mia famiglia veniva guardata male ed eravamo trattati come dei diversi. Così, ancora oggi, mi indigno quando vedo persone essere vittime dell’odio semplicemente perché sono gay».
Dopo aver ascoltato il riarrangiamento di “Girls just want to have fun”, o l’assolo con la slide di “Time after time”, o ancora “True Colors” a cappella con solo il meraviglioso accompagnamento di un’armonica a bocca, si rimane letteralmente senza parole. Cyndi Lauper è una vera regina dalla voce di angelo, potente come il ruggito di una tigre che nel blues scivola con determinazione e capacità. Stupefacente!

**Edyth Cristofaro**

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